L’Albero delle bugie: il romanzo moderno racconta l’età vittoriana

L’Albero delle bugie: il romanzo moderno racconta l’età vittoriana

“Una ragazza non può essere coraggiosa o intelligente come un ragazzo.

Se non è buona, è inutile”

 

Lo scopo di questo articolo è quello di fornire ai docenti uno spunto nuovo ed accattivante e uno strumento originale per presentare una lezione sul periodo Vittoriano. Lo sguardo di un’autrice contemporanea su un’epoca che ha ancora molto da dire e che affascina i lettori e gli studenti con le sue luci e le sue ombre.

Attività consigliata:

Si consiglia di visitare il sito www.franceshardinge.com insieme agli studenti. Si tratta di una pagina molto ben strutturata e ricca di materiali. All’interno è possibile trovare la biografia completa dell’autrice e alcuni testi interessanti da leggere ed analizzare.

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Step 2 – Faith, una ragazza nella società vittoriana

La famiglia di un famoso archeologo londinese, esperto di fossili, Reverendo Sunderly, deve abbandonare la città in fretta e furia per trasferirsi in una piccola cittadina su un isolotto sperduto poiché pare che egli abbia dichiarato il falso in merito ad una sua recente scoperta archeologica.

In questa nuova città Sunderly muore lasciando moglie, figlio di soli cinque anni e la giovane protagonista del romanzo: Faith Sunderly, figlia maggiore di quattordici anni. La ragazza sarà l’unica ad indagare sulla morte del padre e a mettersi alla ricerca della verità. In questo modo incapperà nella scoperta del padre: un albero che si nutre di bugie.

Il romanzo è ambientato nell’Inghilterra vittoriana, un’epoca nella quale si respirava un moralismo imperante e le donne vivevano nell’ombra. Nascere donna a quell’epoca era considerato come uno svantaggio, un ostacolo, un impedimento per le ragazze come la protagonista di questo romanzo. Faith Sunderly, però, non può evitare di assecondare la sua curiosità e il suo intelletto, nonostante venga più volte ostacolata.

Faith non si fermerà davanti alle opinioni degli illustri scienziati, colleghi del padre, che non perderanno occasione per ricordarle come dati scientifici comprovati affermino che il cranio della donna, e di conseguenza il suo intelletto, sia più piccolo e per questo meno intuitivo e sviluppato di quello maschile.

Faith, però, è diversa dalle altre ragazze e non si darà per vinta.

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La giovane non dà importanza all’esteriorità e ai vezzi della moda cosa che avviene tra le donne che la circondano, compresa la sua bellissima madre. Ma è proprio questo suo essere diversa e questa sua voglia di farsi largo nel sapere e nella ricerca della verità che la rendono una figura affascinante.

Il personaggio di Faith rappresenta una sorta di critica che la Hardinge fa nei confronti dell’epoca vittoriana.

La ragazza vorrebbe battersi con passione per difendere il padre, ma, purtroppo non le è permesso perchè secondo gli standard sociali dell’epoca una “brava ragazza” per definizione è obbediente e “invisibile”.

Approfondimenti:

  • L’epoca Vittoriana
  • La figura femminile in epoca vittoriana

 Si rimanda alla lettura del seguente articolo sul Blog: Jane Austen e la figura femminile nella società e nella letteratura romantica e vittoriana

 Step 3, Faith e Alice

Il romanzo della Hardinge, oltre a toccare il tema della figura femminile e del suo ruolo nella società Vittoriana, tocca anche un altro aspetto che vale la pena analizzare.

Faith è una ragazzina acuta e curiosa che vuole risolvere il mistero legato alla morte del padre. Coraggiosa e determinata affronta una serie di avventure che la porteranno a raggiungere finalmente la verità. A questo punto, inevitabile giunge il confronto con un’altro personaggio della letteratura inglese : Alice in Wonderland.

Si possono notare alcune analogie tra questi due personaggi. Ragazze, dalla buona estrazione sociale e culturale, destinate ad un ruolo conforme alle regole sociali, ma animate entrambe dal profondo ed innocente desiderio di libertà da schemi e regole.

Quindi, oltre al filone della figura femminile nella società Vittoriana, sarà possibile anche intraprendere un’analisi legata alla condizione dei ragazzi e della loro educazione.

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Dall’articolo

Con Alice nel meraviglioso mondo della letteratura inglese” (Blog MLA) si propone la lettura dei seguenti estratti

Estratto 1

Dopo una parte introduttiva, il primo tema di riflessione è proprio quello legato al mondo dell’infanzia e dell’educazione. Una tematica che si intreccia inevitabilmente con il contesto storico nel quale il romanzo fu scritto.

Il romanzo si apre proprio con la pigrizia di Alice che mostra poca propensione allo studio e alla lettura di libri, atteggiamento che porterà avanti per tutto il corso della storia:

“E a che serve un libro? – aveva pensato Alice – senza figure e senza dialoghi?”

“Almeno qui dentro lo spazio per crescere non ce n’è più, forse però- pensò Alice – vuol dire che non diventerò mai più vecchia di così. In un certo senso è una consolazione..ma d’altro canto..dover continuare a studiare lezioni in eterno! Oh questo non mi piacerebbe!”.

Dopo aver provocato gli studenti con queste significative frasi tratte dal testo sarà possibile introdurre il tema più ampio dell’educazione in epoca vittoriana tramite la lettura e la traduzione di testi concernenti questo argomento; illustrare secondo quali criteri fosse impartita un’educazione differente a seconda che i bambini appartenessero ad una classe sociale benestante oppure alle fasce più povere della società; mostrare la struttura del sistema scolastico dell’epoca e fare un parallelo con quello attuale.

All’interno di questo “step” l’insegnante può decidere se accompagnare costantemente gli alunni nella riflessione oppure assegnare ricerche individuali per approfondire determinati aspetti.

Principali spunti di riflessione: 

  • L’educazione delle bambine nell’epoca vittoriana

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Estratto 2

 Alice, Peter Pan, Dorothy, Mary e il viaggio nella fantasia.

“Perché, capite, ultimamente erano successe tante di quelle cose straordinarie che Alice aveva cominciato a credere che di impossibile non ci fosse più nulla”

Leggendo Alice in Wonderland è inevitabile andare col pensiero a tutta una serie di romanzi per ragazzi la cui storia ruota attorno alle avventure di un giovane protagonista che fugge con la fantasia in un mondo incantato. Ad accomunare questi personaggi è, di solito, un’estrazione socio culturale medio alta, una buona famiglia alle spalle e un’educazione e una formazione culturale di un certo livello.

Tutti questi ragazzi, però, sembrano mal sopportare la loro vita condotta in questa specie di gabbia dorata e tendono a fuggire con l’immaginazione per rendere meno pesanti le costrizioni e le regole della loro vita agiata. L’attività che verrà proposta nella classe sarà quella di dividere gli studenti in gruppi ed assegnare ad ognuno un romanzo.

I gruppi dovranno stilare in modo schematico e riassuntivo le caratteristiche principali dell’opera e la figura del protagonista sottolineando in modo particolare la tematica della fuga attraverso la fantasia. Dovranno definire il luogo di questa fuga (Wonderland, Neverland e così via) e descriverlo attraverso brevi testi o semplici mappe concettuali nelle quali siano rappresentati luoghi, oggetti e personaggi.

Da una mia esperienza recente, se la classe appare particolarmente recettiva, sarà possibile richiedere uno sforzo ulteriore, ossia invitare gli studenti a descrivere con brevi testi o mappe concettuali, un loro luogo- rifugio nel quale trovare consolazione in momenti di particolare stress fisico od emotivo. Tutti i ragazzi hanno apportato contributi personali molto creativi dimostrando così di saper svolgere una buona descrizione utilizzando strutture linguistiche, grammaticali e lessicali appropriate . 

Principali spunti di riflessione e romanzi citati:

  • Peter Pan
  • Il mago di Oz
  • Il Giardino segreto

 

Francesca Tamani

È docente di lingua inglese e francese presso la scuola secondaria “ A. Chieppi” di Parma. Referente e docente per le certificazioni Esol University of Cambridge e Trinity College e per le certificazioni Delf con Alliance Francaise. Ha collaborato alla stesura del testo “Make it” per la scuola secondaria con Cambridge University Press. Fa parte di un gruppo di lavoro Miur “Orientamente” che cura la didattica per l’orientamento e la progettazione di strumenti didattici. Ha curato l’introduzione della didattica Clil come referente per le lingue all’interno di un progetto verticale.

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