Un CLIL di qualità si costruisce attraverso una progettazione rigorosa dove ogni fase si appoggia sulla precedente (Meyer 2010) e si costruisce in stretta correlazione fra ciò che precede e ciò che segue.
In questo intervento ci occuperemo del secondo di questi step: i materiali, la ricerca e la selezione, l’adattamento e l’uso nella classe.
I materiali appositamente predisposti per il CLIL infatti sono poco numerosi e non sempre adatti al percorso. Si possono utilizzare a questo scopo manuali stranieri della disciplina, oppure materiali autentici, che la rete offre in abbondanza.
In un caso come nell’altro è necessario un attento esame delle loro caratteristiche ed un adattamento al contesto specifico di apprendimento.
Un testo da usare in una classe CLIL/EMILE come input all’apprendimento dev’essere considerato da diversi punti di vista.
Per alcuni argomenti i materiali possono essere abbondanti, in questo caso per l’insegnante si tratterà di selezionarli secondo le capacità degli allievi, di individuare l’ordine in cui presentarli, senza dover apportare sostanziali modifiche. Diverso è il caso in cui i materiali siano scarsi e complessi, in tal caso dovranno essere modificati secondo determinati criteri.
Il primo criterio da seguire è la forma con cui si presentano i testi da un punto di vista grafico e il loro livello di complessità. Distinguiamo due casi:
Naturalmente l’insegnante può scegliere di riscrivere il testo tenendo presenti alcuni accorgimenti, di seguito sono indicate alcune strategie per rendere un testo più accessibile (Wellington, Osborne 2011: 116).
3.2.3. Utilizzazione nella classe
Parallelamente alla scelta e all’adattamento dei materiali l’insegnante CLIL deve decidere in quale quantità introdurre nuovi contenuti e analizzare la lingua utilizzata per vedere quanto questa possa suonare famigliare agli studenti e quanto invece i nuovi contenuti richiedano nuovi elementi linguistici.
Il diagramma (Coyle 2010, 95) indica le varie fasi di un percorso CLIL e lo schema che segue individua e commenta i diversi casi possibili nella ricerca di un equilibrio fra vecchio e nuovo nella scelta dei contenuti e della lingua.
Teresina Barbero
È docente a contratto presso il Centro Linguistico di Ateneo dell’Università di Torino. Sul tema CLIL ha curato numerose pubblicazioni e ha partecipato a vari progetti nazionali ed europei. Ha fatto parte del gruppo di lavoro MIM che ha curato l’introduzione del CLIL nei licei e negli Istituti Superiori.
Riferimenti
Barbero T., Graziano A. (2014), Progettare percorsi CLIL usando le tecnologie, in Langé G., Cinganotto L. (a cura di), E-CLIL, per una didattica innovativa, Loescher, Torino.
Coyle D., Hood P., Marsh D. (2010), CLIL, Content and Language Integrated Learning, Cambridge University Press, Cambridge.
Meyer O. (2010), Introducing the CLIL-Pyramid: Key Strategies and Principles for Quality CLIL Planning and Teaching, in Eisenmann, Maria and Summer, Theresa (eds.), Basic Issues in EFL-Teaching and Learning, Heidelberg.
Wellington J., Osborne J. (2001), Language and Literacy in Science Education, Open University Press, Buckingham.
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