Piccole donne: un classico per una lezione sul Natale

Piccole donne: un classico per una lezione sul Natale

“The power of finding beauty in the humblest things makes home happy and life lovely”

“As young readers like to know “ how people look”, we will take this moment to give them a little sketch of the four sisters, who sat knitting away in the twilight, while the December snow fell quietly without, and the fire cracked cheerfully within. It was a comfortable old room, though the carpet was faded and the furniture very plain, for a good picture or two hung on the walls, books filled the recesses, chrysanthemums and Christmas roses bloomed in the windows, and a pleasant atmosphere of home peace pervaded it”

 

Questa è l’atmosfera che si respira nei primi capitoli del romanzo “Piccole donne” di Louise May Alcott. Le protagoniste del romanzo, Jo, Meg, Beth e Amy, le quattro sorelle March, vengono, infatti, presentate alle prese con i preparativi del Natale.

“You Know the reason mother proposed not having any presents this Christmas, was because it’s going to be a hard winter for every one; and she thinks we ought not to spend money for pleasure, when our men are suffering so in the army”.

Un Natale che non si prefigura felice e spensierato come i precedenti perché il padre, arruolato nell’esercito, è lontano da casa e l’afflato cupo della guerra sembra aleggiare sulla casa delle quattro giovani sorelle, rendendo l’atmosfera malinconica e i cuori più tristi. Punto di riferimento per queste quattro giovani ragazze è la madre, Mrs March che pur serbando nel cuore il peso del dolore per le sorti del marito, cerca di infondere forza e speranza nelle figlie:

“Look under your pillows, Christmas morning and you will find your guide book”

“Jo was the first to wake in the grey dawn of Christmas morning. No stockings hung at the fireplace, (…). Then she remembered her mother’s promise, and slipping her hand under her pillow, drew out a little crimson-covered book.(…) She woke Meg with a Merry Christmas and bade her see what was under her pillow. A green covered book appears with the same picture inside, and few words written by her mother, with made their one present very previous in their eyes. Presently Beth and Amy woke, to rummage and find their little books also, one dove-colored, the other blue; and all sat looking at and talking about them (…)”.

“Merry Christmas little daughters! (…) I want to say one word before we sit down. Not far away from here lies a poor woman with a little newborn baby. Six children are huddled into one bed to keep from freezing, for they have no fire. There is nothing to eat over there and the oldest boy came to tell me they were suffering hunger and cold. My girls, will you give them your breakfast as a Christmas present?”

piccole donne

Attività consigliate:
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  • Visione del film in lingua originale
  • Lettura, traduzione e commento dei capitoli 1 e 2 del romanzo
  • Contesto storico: Clil “la guerra di secessione”, Clil “The U.S.A”
  • Cultura e civiltà: il Natale e le sue tradizioni.

A questo proposito si consiglia la lettura dell’articolo già pubblicato sul nostro blog dal titolo “I Carols e Charles Dickens” del quale propongo questo estratto:

Il Natale e la tradizione dei Carols

IL CAROLING
Risale all’epoca vittoriana l’idea del Natale come celebrazione incentrata sulla famiglia ed è soprattutto in quest’epoca che riprende vigore l’usanza medievale del caroling. Nuove carols vengono scritte oppure nuovi testi su vecchie musiche o viceversa con la pubblicazione della prima importante collezione di carols nel 1833.
In epoca Vittoriana il fervore dei movimenti revivalisti e riformisti religiosi nelle città portò ad una ulteriore rivisitazione dei carols religiosi. In alcuni casi nuovi testi rivestiti di un eccessivo sentimentalismo rimpiazzarono quelli vecchi e nel caso invece dei carols creati ex-novo si trattava spesso di materiale musicalmente povero.
Tuttavia nel clima rigido, impersonale e alienante instaurato dalla Rivoluzione Industriale, i divertimenti e le celebrazioni stagionali erano un distante ricordo legato ai vecchi ritmi di vita e di lavoro della campagna. Nei nuovi centri industriali, dove il successo di un uomo era valutato in base alla quantità di ricchezza che riusciva ad accumulare, vigeva la logica del profitto e le fabbriche rimanevano aperte anche il 25 Dicembre.

Fu quindi soprattutto grazie al lavoro paziente e ispirato degli studiosi Davies Gilbert e William Sandys che molte delle carole antiche e moderne rimaste ancora vive nella tradizione orale delle aree rurali del nord e dell’ovest dell’Inghilterra non andarono perdute; i due collezionisti raccolsero e pubblicarono il prezioso materiale in due volumi intitolati Some Ancient Christmas Carols (1822) e Christmas Carols, Ancient and Modern (1833)(“La carola inglese nella storia e nella tradizione tra il sacro e il profano”, A. Uliano).
I carolers passeggiavano per le vie cittadine più affollate di solito in gruppi di tre, uno a suonare il violino, un’altro a cantare e il terzo a vendere gli spartiti, i passanti si fermavano per acquistare la musica unendosi al coro per alcune strofe; oppure i carolers si fermavano davanti alle case a cantare, sperando di essere invitati per bere qualcosa di caldo e per ricevere piccole offerte. Tradizione inglese per eccellenza è stata subito ripresa in America.

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Jo, Meg, Beth e Amy March

“If Jo is a tom-boy and Amy a goose, what am I? please?

“E’ dalle piccolezze che si vede il carattere delle persone”

Le quattro sorelle della famiglia March esprimono quattro tipologie di donne diverse tra loro. Eroine della vita comune, che però non vogliono limitarsi ad essere un ornamento. Tutte e quattro protagoniste in cui rispecchiarsi.

Quella che, però, si distingue maggiormente e che viene considerata da sempre la preferita dai lettori è Jo. La secondogenita, il maschiaccio di casa, ribelle, anticonformista, indipendente e dal carattere impulsivo. Dotata di una spiccata dialettica e di una lingua tagliente, ma anche di un cuore d’oro.

Jo è una ragazza intraprendente che desidera ardentemente affermarsi nel mondo. Innamorata della lettura e determinata a diventare scrittrice, rivela il suo anticonformismo e il desiderio di rottura in un’epoca ancora piuttosto chiusa e moralista.

Attività consigliate:

  • Analisi dei personaggi ( sviluppo del lessico legato all’aspetto fisico e caratteriale)

Di seguito si propongono brevi testi e citazioni come spunto per una attività lessicale e di produzione scritta e orale.

Josephine March

Jo wishes she had been born a boy. She hopes to become rich and famous as an author and she amuses herself by creating “Wild Theatricals” and fun and immaginative games based on the books she reads.

Fiery tempered she often gets into trouble. Loving and generous she impulsively sells her hair to raise money for her father.

“I’ ll try and be what he love so call me “ a little woman” and not be rough and wild. But do my duty here instead of wanting to be somewhere else”.

“Jo uses such slang words”

“Jo; it’s so boyish “

“You are old enough to leave off boyish tricks, and behave better, Josephine. It didn’t matter so much when you were a little girl; but now you are so tall, and turn up your hair, you should remember that you are a young Lady”.

Margareth March

She is wise and sensitive and a great help to her mother. Sometimes the vanity gets the better of her. By the end of the novel she has learnt that she would rather marry a poor man and be loved and respected, than be a “doll” with all the finery money can bring.

Amy March

She is the youngest and the little princess of the family with her proper manners, airs and graces. She is sociable and artistic and well-liked by her school friends.

Elizabeth March

Beth is called “mouse” by her sisters and hes nickname suits her sweet, quiet and shy character. She is naturally unselfish and considerate.

Mrs March

She is a calm, warm tempered woman with a keen sense of importance of aiding and caring for others.

Marmee is a devoted and supportive wife to Mr March. She teaches her daughters to care more about fashioning their characters than fashion and to speak out against injustice and cruelty.

 Aunt March

This peppery old lady is a rich relative of the March family. She is lame, and Jo works as her companion and helper, thug they both have short tempers and frequently fall out.

(“Little women”, Penguin Vintage Classics)

Approfondimenti:

  • La figura femminile nell’800.

Si rimanda ai seguenti articoli pubblicati sul blog:

“Il matrimonio ai tempi di Jane Austen”

“Jane Austen e la figura femminile nella società romantica e vittoriana”

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“Piccole donne” e la lettura

 “Girls – said Meg – mother wants us to read and love and mind these books, and we must begin at once”

“I shall keep my book on the table here, and read a little every morning as soon as I wake, for I know it will do me good, and help me through the day”

“She opened her new book and began to read. Jo put her arm round her, and, leaning cheek to cheek, read also, with the quiet expression so seldom seen on her restless face.

“Piccole donne” è un romanzo dalle molteplici sfaccettature che presenta numerose tematiche che si intrecciano con le vicende di queste quattro sorelle,

L’atmosfera e i riti del Natale vengono presentati fin dall’inizio del romanzo quasi a stabilire da subito i principi e i cardini dell’educazione delle sorelle March. Siamo nell’800 e una moralità piuttosto rigida e conformista è diffusa nella società dell’epoca.

La stessa autrice, che deve scrivere sotto pseudonimo, non ne è esente. Quindi, buoni sentimenti, umiltà, carità e devozione, il concetto della donna come “ angelo del focolare” emergono attraverso le azioni e le conversazioni delle quattro ragazze e della madre. Con lo scorrere della storia, però, possiamo cogliere vari segnali di rottura, che sembrano mettere in discussione questo contesto di regole e pregiudizi.

Sarà proprio Jo e la sua passione per la scrittura e i libri ad incrinare alcune certezze e a volgere lo sguardo su un mondo differente e su un modo diverso di essere donna. I libri, i racconti e le storie che la ragazza racconta alle sorelle, in questo romanzo semibiografico dove l’autrice si rispecchia nel suo personaggio, sono il motore della storia che ricorda alle quattro sorelle che esiste qualcosa altrove per il quale vale la pena insistere e combattere.

“All of the girls admired Dickens, they called themselves The Pickwick Club. With a few interruptions, they had kept this up for a year, and met every Saturday evening in the big garret, on which occasions the ceremonies were as followers: Three chairs were arranged in a row before a table, on which was a lamp , also four white badges with a big P.C. in different colors on each, and the weekly newspaper called “The Pickwick Portfolio” to which all contributed something; while Jo who revelled in pens and ink was the editor”

Purtroppo non sempre la conquista di questo sogno avviene, in particolar modo Jo, destinata a grandi cose, dovrà rinunciare al suo progetto di diventare scrittrice, di girare il mondo e fare esperienze proprio a causa delle restrizioni sociali e della disuguaglianza tra i generi

“Gli uomini devono lavorare e le donne si sposano per denaro. E’ un mondo orribilmente ingiusto”.

Articolo consigliato dal Blog:

“Jane Austen e la figura femminile nella società romantica e vittoriana” del quale propongo questo estratto:

Le donne scrittrici nell’800 e ‘900 tra Stati Uniti e Regno Unito.

La biografia di Jane Austen ci rimanda immediatamente ad una tematica che coinvolse molte scrittrici della sua epoca. Purtroppo, la totale esclusione della donna in ogni ambito sociale e culturale negava loro anche di poter pubblicare e firmare i loro romanzi. La figura della donna scrittrice, quale la intendiamo noi oggigiorno, all’epoca non era ammessa e chi aveva il sacro fuoco della scrittura doveva nascondersi dietro ad uno pseudonimo.

Alcuni esempi di scrittrici famose che utilizzarono uno pseudonimo:

  • Jane Austen pubblicò per la prima volta nel 1811 “Sense and sensibility” con lo pseudonimo “A Lady”.
  • Mary Shelley, nata Mary Wollstonecraft, autrice del romanzo Frankenstein, dovette firmarsi con nome del marito Percy B. Shelly.
  • Charlotte, Anne e Emily Bronte per timore che le loro opere fallissero per i pregiudizi che allora esistevano nei confronti delle donne, si firmarono con uno pseudonimo: Charlotte scelse Currer Bell, Emily preferì Ellis Bell, mentre Anne optò per Acton Bell.
  • George Elliot fu lo pseudonimo di Anne Evans, una delle più importanti scrittrici dell’epoca vittoriana. I suoi romanzi sono ambientati prevalentemente nella provincia inglese e sono famosi per il loro stile realistico e la loro perspicacia psicologica.
  • Louise May Alcott scrittrice statunitense divenne famosa per aver scritto il romanzo “Piccole donne” sotto lo pseudonimo di A.M.Barnard.

 

Francesca Tamani

È docente di lingua inglese e francese presso la scuola secondaria “ A. Chieppi” di Parma. Referente e docente per le certificazioni Esol University of Cambridge e Trinity College e per le certificazioni Delf con Alliance Francaise. Ha collaborato alla stesura del testo “Make it” per la scuola secondaria con Cambridge University Press. Fa parte di un gruppo di lavoro Miur “Orientamente” che cura la didattica per l’orientamento e la progettazione di strumenti didattici. Ha curato l’introduzione della didattica Clil come referente per le lingue all’interno di un progetto verticale.

 

 

 

 

 

 

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